territorio; il non profit ha invece la responsabilità di inserirsi in modo efficace ed incisivo e) l’attribuzione di alcune deleghe per la revisione di norme di fondamentale importanza. La legge 328/2000, di indiscutibile rilievo per l’evoluzione del welfare del nostro Paese, è una legge importante anche rispetto al ruolo e alla concezione del Terzo settore, che ne rappresenta uno dei principali attori? Registrati a Docsity per scaricare i documenti e allenarti con i Quiz, laboratorio di diritto amministrativo servizi sociali, enti del terzo settore, Il terzo settore e nuovo welfare in Italia, Copyright © 2020 Ladybird Srl - Via Leonardo da Vinci 16, 10126, Torino, Italy - VAT 10816460017 - All rights reserved, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi di scienze gastronomiche. 2. Manca la capacità di collocare il Terzo settore nell’ottica di sussidiarietà poi affermatasi nella più alta delle sedi pochi mesi dopo, con la riforma costituzionale del 2001 e l’articolo 118 comma 4 della Costituzione. L. 328/2000: gli ambiti sociali Art. La locuzione “sistema integrato di interventi e servizi” appare 26 volte nel testo di legge, è soggetto di azioni, destinatario di risorse, agente di diritti, frutto dell’azione della Repubblica a disposizione delle persone e delle famiglie; è, sin dal titolo della legge, il fulcro intorno a cui ruota il welfare locale. # !"! E non è un caso che quando, vent’anni più tardi, la Riforma del Terzo settore pone le basi per un’impostazione autenticamente sussidiaria, molti operatori del welfare la trovano così naturale che quasi non gli appare che sia cambiato qualcosa, semplicemente smettono di vedere difficoltà insormontabili ad aprirsi ad una visione in cui istituzioni e terzo settore sono partner cointeressati e corresponsabilizzati all’interesse generale. Sono passati 20 anni dalla promulgazione della legge 328 del 2000. essere autorizzate ed accreditate dai Comuni (art.11), per cui devono predisporre anche una Carta 19: i comuni associati negli ambiti territoriali definiscono il piano sociale di zona. – L’art. Art. L’eredità e le sfide future a vent’anni dalla Legge 328 del 2000 sul sistema integrato delle politiche sociali e il suo impatto sui territori. c) l’individuazione di nuovi strumenti di pianificazione e di omogeneizzazione degli interventi, Che poi è un modo – pragmatico – per dire qualcosa di molto simile a quanto un’impostazione sussidiaria afferma facendo riferimento a categorie di pensiero filosofiche e politologiche. È evidente che mentre sui primi due atti è possibile sviluppare un discorso compiuto, sugli altri due ci scontriamo con la molteplicità delle soluzioni regionali adottate, con la conseguente difficoltà di formulare un giudizio sintetico. Questa è la legge che promuove interventi sociali, assistenziali e sociosanitari per garantire un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. Ecco che il significato del terzo settore, lo stesso di ciò che viene definito come no profit. La legge adotta quindi una precisa opzione strategica, non scontata: quella di individuare come protagonista del welfare locale un’entità collettiva, “il sistema integrato”, appunto. principio di sussidiarietà tra Enti locali, Regioni, Stato e terzo settore. Vero è, se volessimo tentare un’esegesi del testo della 328/2000, che nella mente del legislatore, sottilmente statalista e come si è visto, ancora estraneo alla cultura della sussidiarietà orizzontale che sarà introdotta in Costituzione l’anno successivo, tale sistema integrato è quello dei diversi livelli istituzionali – Comuni, Province, Regioni, Stato enunciati nella legge in quest’ordine nell’ambito di una impostazione, questa sì presente, di sussidiarietà verticale  – che poi si rapportano agli “altri”, al Terzo settore, coinvolgendolo nella programmazione e nella gestione nelle forme prima trattate; è quindi un sistema integrato di istituzioni pubbliche che “ha tra gli scopi anche la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata” che sono quindi destinatari terzi dell’azione promozionale del sistema integrato e non parte di esso. 1.1 Introduzione storica al Terzo Settore – 1.2 Caratteristiche e funzioni del settore non profit – 1.3 La legislazione del Terzo Settore – 1.4 Analisi e punti critici 1.1 Introduzione storica al Terzo Settore Il settore non profit è nato tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. I soggetti del terzo Attraverso la co-progettazione le Amministrazioni pubbliche saranno supportate e coadiuvate dai soggetti del Terzo settore nella ricerca di soluzioni tecniche utilizzabili per l’attuazione di progetti innovativi, che abbiano come obiettivo il soddisfacimento della domanda di servizi individuati dall’Amministrazione. La legge 328/2000 e il ruolo del terzo settore L’avvento della legge n. 328/00 ha consacrato il ruolo fondamentale degli attori del privato sociale nel sistema dei servizi alla persona, ruolo ulteriormente avvalorato dalla costituzionalizzazione all’art. null !"" 1 e art. Dal punto di vista della programmazione, il Terzo settore è tra i soggetti coinvolti, pur con la limitazione (art. rappresenta il punto di arrivo di un lungo dibattito parlamentare, che prese avvio nel 1969 con il – L’art. L’8 novembre di 20 anni fa il Parlamento Italiano approvava la Legge 328 intitolata “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” Legge 8 novembre 2000, n. 328 (pubblicata sulla GU Serie Generale n. 265 del 13-11-2000 – Suppl. 8: Le regioni determinano gli ambiti territoriali di norma coincidenti con i distretti sanitari, prevedendo incentivi a favore dell’esercizio associato delle funzioni sociali in ambiti territoriali. Per questo bisognerà attendere altri vent’anni: la riforma del Terzo settore e il faticoso cammino di affermazione dei suoi contenuti più rivoluzionari. Per realizzare questo obiettivo gli Enti pubblici, nell’ambito delle risorse disponibili, in base ai piani, nazionali, regionali, di zona e comunali, devono promuovere azioni per sostenere e qualificare i presenti sul territorio. Peraltro anche il volontariato non. I contenuti della legge si articolano lungo cinque direttrici: 3 afferma che il criterio della cooperazione tra i diversi livelli istituzionali e tra questi e le 3. L. 8 novembre 2000, n. 328 (1) Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali ... 18 della presente legge. Anche l’art. La Legge 328/2000 intitolata "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" è la legge per l'assistenza, finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e sociosanitari che garantiscano un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. Tra l’inerzia nell’avvio dei piani di zona e la loro decadenza nella seconda metà degli anni Duemila con lo svuotamento del fondo nazionale per le politiche sociali, l’epoca dei piani di zona si chiude prima che i diversi soggetti riescano a far emergere prassi positive consolidate; ciò non impedisce a tali strumenti di esercitare un certo fascino, tale da farne un modello concettuale anche in successivi e più avanzati provvedimenti come la coprogrammazione prevista dall’art. Per poter partecipare al sistema integrato dei servizi le Onlus devono però Osservatorio Nazionale sulla Legge 328/2000. Ma vi è un altro punto di vista dal quale vale la pena di esaminare la questione. LEGGE 328 DEL 2000 La Legge 328 del 2000 è la "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali". Testata iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Milano (n. 227, 19 luglio 2017) - ISSN 2704-7482 Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Princìpi generali e finalità. 22: la regione prevede per ogni ambito territoriale l’erogazione delle seguenti prestazioni: … #!#$ ! Richiede inoltre di guardare ad un complesso di atti che insieme definiscono l’effettiva declinazione della 328/2000 su questi temi: la legge 328/2000 stessa, il dpcm del 30 marzo 2001 che, in attuazione a quanto previsto dall’articolo 5 della legge (“Ruolo del Terzo settore”), adotta delle linee di indirizzo sui “sistemi di affidamento dei servizi alla persona”, le leggi regionali attuative della 328/2000 e gli atti regionali (di rango diverso, a seconda delle Regioni) che, in attuazione con il dpcm di cui sopra, disciplinano in specifico il ruolo dei soggetti di Terzo settore. 97294540154 - Informativa sulla privacy A questo proposito il dpcm 30/3/2001 specifica che “I comuni… non devono procedere all’affidamento dei servizi con il metodo del massimo ribasso” (art. dei Servizi, secondo le modalità stabilite dall’art.13. Continuando la navigazione sul sito o cliccando sul pulsante, Coprogettazione: modalità di interazione tra pubblico e privato sociale, L’articolo 55 del Codice del terzo settore come opportunità, Co-progettazione e iniziative della comunità, Il Codice degli appalti ora legittima l’art. $ $ ! A vent’anni dalla legge 328, nuove risorse per il welfare e prossimità dei servizi per ripartire 14 Novembre 2020 comunicazione L’eredità e le sfide future a vent’anni dalla Legge 328 del 2000 sul sistema integrato delle politiche sociali e il suo impatto sui territori. giuridicamente riconosciuto può essere consultato nella fase preparatoria della programmazione, – L’art. 5 è dedicato specificamente al ruolo del terzo settore e pone come obiettivo l’attuazione del soggetti del terzo settore, anche attraverso politiche formative ed interventi per l’accesso al credito, agevolato e ai fondi dell’Unione Europea; devono inoltre garantire la trasparenza e la nell’indicazione delle priorità e dei settori di innovazione con la concertazione delle risorse umane e, finanziarie locali. Nel 2006, Anci, Cgil, Cisl, Uil, Forum del Terzo Settore, Legautonomie ed Upi hanno dato vita all’Osservatorio Nazionale sulla Legge 328/2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali). Questo il filo conduttore del convegno nazionale promosso da Anci, Cittalia – Fondazione Anci, Fondazione IFEL e il Dipartimento di Scienze della Formazione 7 del dpcm 30/3/2001, che disciplina uno strumento di relazione potenzialmente diverso, le “istruttorie di coprogettazione”, non avendo un fondamento solido nella specificità del Terzo settore ma nella eccezionalità della materia trattata (“interventi innovativi e sperimentali”), finisce per avere nei fatti un recepimento residuale per lungo tempo; è vero che almeno una decina di Regioni adottano atti che contemplano questo istituto, ma l’applicazione effettiva rimane scarsa sino a che viene poi paradossalmente riscoperto nel momento in cui, grazie alla diversa consapevolezza portata dalla Riforma del Terzo settore, le istruttorie di coprogettazione sono investite di nuovo intesse come strumento talvolta percepito come più “sicuro” nella fase in cui il dibattito sull’art. capacità di intervento. Art. d) la valorizzazione e il sostegno delle responsabilità familiari, anche con l’erogazione di particolari, interventi di integrazione per le famiglie che vivono le situazioni più complesse e problematiche; Il terzo settore viene a costituire un altro ordine o classe rispetto alla sfera dello Stato e della pubblica amministrazione (primo settore) e a quella del mercato e delle imprese (secondo settore). 5), espressione in cui si coglie l’eco di quanto stava accadendo nei territori e si voleva evitare: la creazione di un mercato del welfare al ribasso, dove il Terzo settore stava in molti casi diventando un fornitore di ore di lavoro a basso costo. regolamentati dalle Regioni attraverso specifici indirizzi. La 328/2000 è quindi una legge attesa per quasi cento anni e, come vedremo in seguito, mai completamente attuata nei suoi primi vent’anni di vita. 5). Il ruolo del terzo settore nella Legge-quadro sull’assistenza 328/2000 La Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali 328/2000, rappresenta il punto di arrivo di un lungo dibattito parlamentare, che prese avvio nel 1969 con il primo progetto di legge di riforma dell’assistenza. L. 8-11-2000 n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Paolo Ferrario, i PIANI DI ZONA nella Legge 328/2000 10 COMUNI negli AMBITI TERRITORIALI d’intesa con la ASL in concertazione con i SOGGETTI DEL TERZO SETTORE PIANO di ZONA Fonte: Legge 328/2000 art. Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi ... nonchè eventuali progetti di settore individuati ai sensi del Piano nazionale di cui all’articolo 18 della presente legge. Nella co-progettazione devono essere soddisfatte le seguenti condizioni: 1. Epigrafe Capo I Princìpi generali del sistema integrato di interventi e servizi sociali 1. Ma, di fatto, nella breve stagione in cui i piani di zona si sviluppano, vi è una tendenza a cercare il coinvolgimento degli enti di Terzo settore. In tale contesto assume un ruolo rilevante, nel garantire ai cittadini un sistema integrato di interventi e di servizi sociali, cosi' come viene definito dalla legge quadro in materia (Legge 328/2000), il cosiddetto Terzo Settore, formato da organizzazioni di varia natura, essendo caratterizzato da … Presentato oggi al Cnel l’Osservatorio Nazionale sulla Legge 328/2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali promosso da Anci, Cgil, Cisl, Uil, Forum del Terzo Settore, Legautonomie ed Upi. Copyright © 2021 - Associazione per la Ricerca Sociale - C.F. La l. 328/2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) Nel complesso disegno della legge, la costruzione del sistema integrato dei servizi sociali è basata sulla collaborazione tra pubblico e privato, in esplicito omaggio al principio di sussidiarietà orizzontale. # %! Regione Calabria, già in ritardo di 20 anni, decide di non recepire la legge 328 del 2000! Terzo e ultimo appuntamento dedicato alle trasformazioni del welfare locale a vent’anni dalla legge 328/2000, promosso nell’ambito del progetto Penisola sociale. Ad oggi la Regione Calabria ancora non l’ha recepita. 5 . POSIZIONE SULL’ATTUAZIONE DELLA LEGGE QUADRO N. 328/2000 . DOPO DI NOI) ... indirizzati alle famiglie e/o agli Enti del Terzo settore, sempre con la presenza attiva degli Ambiti territoriali e delle Unità di valutazione multidimensionale delle Aziende Sanitarie. Terzo Settore nell'affidamento dei servizi alla persona di cui alla legge n. 328 del 2000 tenuto conto delle norme nazionali e comunitarie che disciplinano le procedure di affidamento dei servizi da parte della pubblica amministrazione. ! TEMI: CONVEGNO WELFARE SERVIZI SOCIALI. I campi obbligatori sono contrassegnati *. 6, riferito alle funzioni dei Comuni, sottolinea come sia fondamentale la realizzazione del welforum.it - Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, Gianfranco Marocchi | 30 Novembre 2020. 55, La Corte Costituzionale sulla coprogettazione, Piena legittimazione dell’art. Il ruolo del terzo settore nella Legge-quadro sull’assistenza 328/2000 Pubblicata nella Gazz. I rapporti tra Enti locali e terzo settore, con particolare riferimento ai servizi alla persona, sono Grafica e sviluppo Pensieri e Colori. nonché di nuove modalità di relazione con i cittadini; settore sono coinvolti nella programmazione, progettazione, realizzazione dei servizi sociali, sistema locale dei servizi sociali a rete, che l’art.22 definisce come “politiche e prestazioni, coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare, Per favorire l’attuazione del principio di sussidiarietà, gli enti locali, le regioni e lo Sta-to, nell’ambito delle risorse disponibili in base La legge 328 ha rappresentato una grande scommessa nella costruzione del pilastro delle politiche sociali intese come politiche di comunità. Dalla Legge 328/2000 al Nuovo Codice dei Contratti 30 Marzo 2017 A Monza un convegno dedicato al terzo settore. 2. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Certo questa decisiva impostazione della 328/2000 non genera esiti univoci nell’immediato, per diversi motivi: resistenze culturali centraliste, apparati amministrativi pervasi da orientamenti conservativi. Ciò premesso, la risposta alla domanda iniziale è articolata e richiede di esprimere tanto le ragioni per cui la Legge 328/2000 ha rappresentato una svolta, oltre che per il welfare, anche per il ruolo del terzo settore, tanto quelle che possono indurci a formulare un giudizio più moderato. È detta Legge quadro perché integra i servizi Leggi tutto… nell’ambito della programmazione ed erogazione dei servizi, con una sempre più qualificata Si coglie come la 328/2000 e gli atti conseguenti intuiscano alcune possibili derive indesiderate di tale evoluzione: la legge dispone infatti che gli enti pubblici “promuovono azioni per favorire la trasparenza e la semplificazione amministrativa nonché il ricorso a forme di aggiudicazione o negoziali che consentano ai soggetti operanti nel terzo settore la piena espressione della propria progettualità” (art. 19 della legge 328/2000) della partecipazione alla rete dei servizi “con proprie risorse”, dizione che rischierebbe di portare ad esiti limitativi. Una misura volta alla promozione di interventi sociali, assistenziali e sociosanitari per le persone e le famiglie in difficoltà. La legge 328/2000 fotografa le relazioni tra enti pubblici e Terzo settore con riferimento ad un periodo specifico, in cui da una parte il ricorso al Terzo settore per la gestione dei servizi di welfare era quanto mai aumentato, grazie ad una crescita vigorosa che ha accompagnato tutto il quindicennio precedente; dall’altra – anche per effetto appunto del un valore economico dei servizi notevolmente … "! Il ruolo attivo nella legislazione nazionale Claudio Goatelli 24 La Legge 328/2000 ( legge quadro sui servizi sociali ) La legislazione nazionale Legge 328/00: l’art. primo progetto di legge di riforma dell’assistenza. Questo sito utilizza i cookie per garantire una migliore esperienza di navigazione. stimolare forme innovative di collaborazione e di consultazione con le varie realtà presenti sul Nella 328 vi sono molti riferimenti al ruolo del terzo settore: Ordinario n. 186).. livelli minimi di prestazioni che devono essere riconosciuti a tutti i cittadini con la specificità degli Cos’è la 328/2000 La legge 328 è un provvedimento normativo relativamente sintetico , considerata la sua portata storica: è composto infatti di soli 30 articoli, suddivisi in sei capi. 55 da parte della Corte costituzionale, Scopri come i tuoi dati vengono elaborati, Fondo nazionale per la non autosufficienza. 157/1995, applicativo della Direttiva comunitaria 92/50, aveva impattato nei successivi anni in modo significativo sulle amministrazioni, portando a ricondurre una pluralità di forme di relazione preesistenti, talvolta connotate da un certo grado di informalità – accordi frutto di una limitata comparazione tra proposte alternative, convenzioni che venivano spesso ripetutamente reiterate – ad affidamenti attraverso appalti pubblici. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati. di . Non perseguono scopo di lucro, al contrario delle imprese tradizionali operanti nel mercato. La defini… 4) e quindi devono adottare il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa e che “oggetto dell’acquisto o dell’affidamento … deve essere l’organizzazione complessiva del servizio o della prestazione, con assoluta esclusione delle mere prestazioni di manodopera…” (art. e l’offerta di servizi non è effettuata solo dai soggetti pubblici, ma anche dalle Onlus. 1. b) una nuova articolazione di competenze fra Stato, Regioni ed Enti locali, ripresa dal Decreto anche se questa possibilità dipende dalla disponibilità e dalla sensibilità dell’Ente locale. Legge 328/2000 - Sistema integrato dei Servizi Sociali ... della presente legge. La Legge 328/2000 intitolata "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" è la legge per l'assistenza, finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e sociosanitari che garantiscano un aiuto concreto alle persone e alle famiglie in difficoltà. La legge 328/2000, accanto a quanto sopra richiamato direttamente rivolto al Terzo settore, rappresenta, come è noto, in primo luogo il tentativo di riorganizzare il welfare; e lo fa ripensandolo e ri-concettualizzandolo come “sistema integrato di interventi e servizi”. Ma nei fatti – nella cultura dei servizi, così come via via si afferma, nelle prassi locali – la presenza di questi due livelli tende a sfumare ed è il l’insieme di tutti i soggetti, comprensivo “degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti, delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti” (art. $ $! I Comuni hanno dunque il compito di garantire l’accesso e la qualità dei servizi, ma anche di. Ruolo del terzo settore. Nell’avere posto queste basi, più ancora che nelle affermazioni direttamente riguardanti il terzo settore, la 328/2000 ha avuto anche in questo ambito un ruolo decisivo. 5. La domanda è più complessa di quanto sembra; richiede un esame sia del dato giuridico, sia delle effettive prassi che sono seguite all’approvazione della legge e richiede di interrogarsi sulla misura in cui la legge 328/2000 abbia marcato, relativamente al Terzo settore, la differenza tra un “prima” e un “dopo”, se quindi sia cambiata, grazie alla legge, la considerazione del Terzo settore e in che modo. consentano ai soggetti del terzo settore di poter esprimere la loro progettualità. La legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. E avrà bisogno a sua volta, entro il prossimo anno, di ben 20 decreti ministeriali perché funzioni, nella pratica, tutto quanto previsto. costruzione dei servizi sociali a rete si realizza mediante la collaborazione tra i diversi soggetti 5. I contenuti della legge si articolano lungo cinque direttrici: a) l’enunciazione di principi … Diritto alle prestazioni. con eventuali misure economiche, e la definizione di percorsi attivi volti ad ottimizzare l’efficacia, delle risorse, impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte”. Vi sono in questa fase esperienze di pianificazione territoriale positive e negative; talvolta il Terzo settore è inadeguato a confrontarsi su questi tavoli, perché ormai troppo immedesimato nel ruolo di soggetto di mercato e gestore di servizi sopra richiamato, talvolta vi sono ambiguità circa le relazioni tra il momento della pianificazione e quello della gestione, ma nel complesso si tratta di una fase interessante e innovativa; ma troppo breve. L.328/2000 forme di aggiudicazione o negoziali che consentano ai soggetti operanti nel terzo settore la piena espressione della propria progettualità, avvalendosi di analisi e di verifiche che tengano conto della qualità e delle caratteristiche delle prestazioni offerte e della qualificazione del personale. L’intento è encomiabile, il risultato nei fatti limitato: nei contesti territoriali avanzati, dove già prima si affidavano servizi in modo accurato, si è continuato a farlo, ma in una parte rilevante del paese le pratiche deteriori – appalti sottocosto, casi mortificanti di intermediazione di manodopera – continuano e anzi si espandono. E SULLA LEGGE 112/2016 (C.D. ! Ma il seme è gettato e le prassi tendono a superare nei fatti le distinzioni concettuali che la legge operava. La legge 328/2000 fotografa le relazioni tra enti pubblici e Terzo settore con riferimento ad un periodo specifico, in cui da una parte il ricorso al Terzo settore per la gestione dei servizi di welfare era quanto mai aumentato, grazie ad una crescita vigorosa che ha accompagnato tutto il quindicennio precedente; dall’altra – anche per effetto appunto del un valore economico dei servizi notevolmente cresciuto – le modalità di rapporto erano state ricondotte a quelle in diffuse nella generalità dei settori di mercato. Condividi questo articolo. – Nell’art.1 gli Enti locali, le Regioni e lo Stato, nell’ambito delle rispettive competenze, 55 del Codice del Terzo settore. Art. Ruolo degli organismi di Terzo Settore: lo Stato, le regioni e gli enti locali riconoscono, promuovono, agevolano il sostegno e la qualificazione Legge 328/2000 – Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali